Prendiamo un caso ipotetico
Una consulente con partita IVA riceve una lettera in cui un ex cliente contesta un lavoro consegnato qualche anno fa e chiede un risarcimento. Ha una polizza di responsabilità civile professionale, ma la domanda giusta non è «sono assicurata?». È quale polizza risponde: quella di allora o quella di oggi? Con la rc professionale claims made, la formula più diffusa tra i professionisti, la risposta dipende da date precise scritte nel contratto. Questo articolo si concentra su due rischi spesso scoperti nelle polizze base che nascono proprio dal tempo: gli errori commessi prima di firmare e le richieste che arrivano dopo la scadenza o la chiusura dell’attività.
Che differenza c'è tra claims made e loss occurrence?
Nella formula claims made conta la data in cui arriva la richiesta di risarcimento; nella loss occurrence conta la data in cui è stato commesso l’errore. Una polizza claims made risponde quindi alle richieste ricevute per la prima volta durante il periodo di assicurazione, anche se l’errore è precedente. Una loss occurrence copre invece gli errori avvenuti mentre il contratto era in vigore. La claims made nasce negli anni Ottanta nei mercati anglosassoni, pensata per i rischi a lunga latenza, cioè danni che emergono molto tempo dopo il fatto, come accade spesso nel lavoro professionale. Il suo punto delicato è che, da sola, lascia aperte due finestre: il passato prima della firma e il futuro dopo la scadenza.
Cosa succede agli errori fatti prima di stipulare la polizza?
Sono coperti solo se il contratto prevede la retroattività, cioè l'estensione della garanzia a errori commessi prima dell'inizio della polizza, e solo fino alla data indicata.
Questa data deve essere scritta in polizza ed è spesso limitata a un certo numero di anni. In alcuni contratti, senza retroattività, sono coperti soltanto i comportamenti avvenuti nel periodo di assicurazione: chi ha lavorato a lungo prima di assicurarsi può restare scoperto proprio sugli incarichi più vecchi. Alcune polizze escludono poi le circostanze note prima della stipula: se sapevi già di una contestazione e non l'hai dichiarata, il nuovo contratto potrebbe non rispondere.
Sono coperto se chiudo la partita IVA o smetto di lavorare?
Non esiste una soluzione universale per tutte le attività. Un artigiano può essere maggiormente esposto a rischi legati all’utilizzo di macchinari, alla manualità e agli ambienti di lavoro. Un commerciante può invece dover considerare la responsabilità verso clienti e terzi, la continuità dell’attività e i rischi connessi alla gestione del punto vendita. Per un libero professionista, assumono particolare rilevanza la responsabilità derivante dagli incarichi, la continuità del reddito e la gestione delle controversie. La protezione assicurativa dovrebbe quindi partire dall’analisi concreta dell’attività e non dalla semplice scelta di una singola polizza.
Ulteriori dettagli tecnici
La postuma di dieci anni vale per tutte le professioni?
No: la postuma decennale prevista per legge riguarda l'ambito sanitario, non tutte le professioni. La legge 24/2017, nota come legge Gelli-Bianco, nella disciplina sanitaria prevede una postuma di dieci anni in caso di cessazione definitiva dell'attività, estesa agli eredi. La Corte di Cassazione ha chiarito che questa estensione è legata alla cessazione dell'attività e non vale in generale per ogni professionista. Per chi lavora fuori dalla sanità, quindi, la postuma esiste solo se e come è scritta nel proprio contratto: durata, condizioni e modalità di attivazione vanno lette nelle clausole, senza dare per scontato quello che vale per medici e infermieri.
Chi è obbligato ad avere la RC professionale?
Chi è iscritto a un albo o a un ordine deve assicurarsi; per gli altri la copertura è in genere una scelta. L'articolo 5 del DPR 137/2012, efficace dal 13 agosto 2013, impone un'assicurazione idonea per i danni causati al cliente, compresa la custodia di documenti e valori ricevuti, anche tramite convenzioni collettive. All'incarico il professionista deve comunicare al cliente gli estremi della polizza e il massimale, cioè la cifra massima che l'assicurazione può pagare, con le sue variazioni. Chi non rispetta l'obbligo commette un illecito disciplinare, sanzionato dal proprio ordine. Secondo alcuni siti di broker, per consulenti IT, coach e formatori non c'è una norma specifica.
Oltre al tempo, cosa può escludere una RC professionale claims made?
Alcune polizze escludono anche attività non dichiarate, sanzioni, rischi informatici e danni indiretti. Tra le esclusioni di certi contratti compaiono i sinistri legati ad attività diverse da quella descritta in polizza, multe e sanzioni inflitte all’assicurato, gli infortuni dei dipendenti e il rischio cyber. Molti contratti base coprono solo le perdite patrimoniali dirette, cioè i danni economici causati al cliente dall’errore, e lasciano fuori quelle dovute all’interruzione della sua attività. Anche la posizione di eventuali collaboratori va verificata. Sono temi da approfondire a parte: qui conta ricordare che ogni polizza ha le sue esclusioni e che va letto il proprio contratto.
Perché far verificare la polizza a Interservizi Srl
La data di retroattività e la presenza della postuma sono due righe del contratto, ma decidono se un errore di qualche anno fa troverà una copertura. Non esiste una risposta valida per tutti: le condizioni cambiano da polizza a polizza e dipendono dalla professione e dalle garanzie scelte, come il costo, che si conosce solo con un preventivo. Interservizi Srl può leggere con te la polizza attuale, indicarti da quale data partono le coperture e se è prevista un’ultrattività. Se pensi di chiudere la partita IVA, cambiare attività o rinnovare, chiedi una verifica o un preventivo prima che arrivi una lettera come quella dell’esempio iniziale.